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L’elaborazione dell’immagine di Costanza d’Altavilla nel Due e Trecento. Incroci di tradizioni tra cronache meridionali e centro-settentrionali, tra Dante e Boccaccio
Costanza d’Altavilla ha goduto di grande fortuna nell’immaginario letterario. Dante la rese una delle protagoniste del canto III del Paradiso, veicolando alcune fantasiose dicerie: in particolare, diffuse la notizia che fu suora. Rimase a lungo nubile e generò il suo unico figlio, il futuro imperatore Federico II, quando era già quarantenne, anche se alcune fonti le accrebbero gli anni fino a 55 e oltre. È possibile che proprio da queste radici sia scaturita la voce della monacazione di Costanza, resa immortale dai versi danteschi, dai suoi commentatori più antichi e da Boccaccio. In questo articolo si indagano le vie di diffusione di tali racconti, compreso quello, assolutamente fantastico, che Costanza partorì sulla pubblica piazza: tali racconti si svilupparono soprattutto in Italia centro-settentrionale, nell’epoca dello scontro che oppose il papato e i Comuni a Federico II e a suo figlio Manfredi, e si differenziano notevolmente rispetto a quelli diffusi in Italia meridionale.