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"Follow-Up"
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Einsatz digitaler Medien in der Rehabilitation, Prävention und Reha-Nachsorge pneumologischer Krankheitsbilder
2026
Die digitale Nachsorge gewinnt zunehmend an Bedeutung in der pneumologischen Rehabilitation. Studien belegen, dass mobile Anwendungen die Aufrechterhaltung der Trainingsintensität, die Lebensqualität sowie die Krankheitsbewältigung verbessern können. Insbesondere bei Patient/-innen mit chronisch obstruktiver Lungenerkrankung (COPD), Asthma bronchiale, interstitiellen Lungenerkrankungen (ILD) und Post-COVID zeigen digitale Interventionen vielversprechende Resultate. Dieser Artikel stellt die aktuellsten krankheitsspezifischen Forschungsergebnisse dar, diskutiert die klinische Relevanz und identifiziert Herausforderungen sowie Chancen in der Implementierung digitaler Nachsorgekonzepte.
Journal Article
Il follow-up del paziente con scompenso cardiaco acuto e cronico: stratificazione del rischio per diversificare il percorso
2025
Lo scompenso cardiaco rappresenta una patologia ad elevato impatto clinico-assistenziale. Attualmente l’incidenza in Europa è di circa 5/1000 persone/anno nella popolazione adulta, con una prevalenza dell’1-2%. La prognosi è gravata da un tasso di mortalità e di ospedalizzazione ancora alto. La fase immediatamente successiva all’ospedalizzazione viene definita come “periodo vulnerabile”, perché caratterizzata dal maggior numero di eventi clinici: rischio di riospedalizzazione e di morte rispettivamente del 30% e 10%. La presa in carico del paziente in questa fase è cruciale e deve essere affiancata da un processo di stratificazione del rischio, indispensabile per pianificare un follow-up quanto più possibile personalizzato, necessario anche per l’ottimizzazione delle risorse. Nella fase cronica della malattia, la stratificazione del rischio appare analogamente importante, in quanto potrebbe rappresentare uno strumento di supporto nella transizione del paziente dall’ospedale al territorio.Scopi di questa rassegna sono rivedere le raccomandazioni per il follow-up delle linee guida europee ed americane, descrivere gli strumenti a disposizione del clinico per stratificare la prognosi e diversificare il percorso, ed infine ipotizzare uno schema di follow-up sia nel contesto post-acuto che cronico.
Journal Article
Un decennio di cambiamenti nella cardiochirurgia convenzionata italiana: analisi geografica e di genere
2025
Razionale. Numerose speculazioni sono state fatte nel corso degli ultimi anni sul futuro della cardiochirurgia vista da alcuni come disciplina “obsoleta” e riservata a casi complessi/emergenti.Materiali e metodi. Dal database centrale del gruppo privato-convenzionato GVM Care & Research con il Sistema Sanitario Nazionale sono stati estratti, da 12 centri cardiochirurgici distribuiti sul territorio nazionale, i dati dal 2014 al 2023 relativi alla cardiochirurgia elettiva (57 736 pazienti), con specifico riferimento alla chirurgia coronarica e valvolare isolata.Risultati. Il numero degli interventi effettuati in elezione dal 2014 al 2023 è progressivamente aumentato con un rallentamento nell’anno 2020 causato dalla pandemia COVID-19. L’incremento del numero di interventi è soprattutto legato ad un aumento degli interventi nel centro-sud Italia che, a partire dal 2016, ha portato ad equiparare i dati nelle due aree geografiche. Le donne, su tutto il territorio nazionale, hanno un’età media all’intervento superiore a quella degli uomini e un rischio chirurgico più elevato rispetto agli uomini; in particolare se operate al nord Italia. Gli interventi di bypass aortocoronarico sono aumentati in particolare al sud Italia, e restano più frequenti nel sesso maschile su tutto il territorio nazionale. Per quel che riguarda gli interventi valvolari isolati si riscontra un aumento del numero totale, più significativo nel centro-sud Italia e un significativo incremento nell’utilizzo delle protesi biologiche. La mortalità a 30 giorni non ha subito variazioni significative negli ultimi 10 anni. Conclusioni. I nostri risultati dimostrano che la cardiochirurgia è una specializzazione che non ha ridotto la sua attività negli anni in campo elettivo nonostante un’importante trasformazione della branca con spostamento verso l’approccio transcatetere. Resta l’osservazione di un possibile ritardo diagnostico (e conseguentemente di intervento) nel sesso femminile con un aumento del rischio predetto nelle donne.
Journal Article
Residential Surrounding Greenness and Cognitive Decline: A 10-Year Follow-up of the Whitehall II Cohort
2018
Evidence on beneficial associations of green space with cognitive function in older adults is very scarce and mainly limited to cross-sectional studies.
We aimed to investigate the association between long-term residential surrounding greenness and cognitive decline.
This longitudinal study was based on three waves of data from the Whitehall II cohort, providing a 10-y follow-up (1997-1999 to 2007-2009) of 6,506 participants (45-68 y old) from the United Kingdom. Residential surrounding greenness was obtained across buffers of 500 and around the participants' residential addresses at each follow-up using satellite images on greenness (Normalized Difference Vegetation Index; NDVI) from a summer month in every follow-up period. Cognitive tests assessed reasoning, short-term memory, and verbal fluency. The cognitive scores were standardized and summarized in a global cognition
-score. To quantify the impact of greenness on repeated measurements of cognition, linear mixed effect models were developed that included an interaction between age and the indicator of greenness, and controlled for covariates including individual and neighborhood indicators of socioeconomic status (SES).
In a fully adjusted model, an interquartile range (IQR) increase in NDVI was associated with a difference in the global cognition z-score of 0.020 [95% confidence interval (CI): 0.003, 0.037;
=0.02] in the 500-m buffer and of 0.021 (95% CI: 0.003, 0.039;
=0.02) in the 1,000-m buffer over 10 y. The associations with cognitive decline over the study period were stronger among women than among men.
Higher residential surrounding greenness was associated with slower cognitive decline over a 10-y follow-up period in the Whitehall II cohort of civil servants. https://doi.org/10.1289/EHP2875.
Journal Article
Elderly fall risk prediction using static posturography
by
Kofman, Jonathan
,
McIlroy, William E.
,
Lemaire, Edward D.
in
Accidental Falls
,
Activities of daily living
,
Adults
2017
Maintaining and controlling postural balance is important for activities of daily living, with poor postural balance being predictive of future falls. This study investigated eyes open and eyes closed standing posturography with elderly adults to identify differences and determine appropriate outcome measure cut-off scores for prospective faller, single-faller, multi-faller, and non-faller classifications. 100 older adults (75.5 ± 6.7 years) stood quietly with eyes open and then eyes closed while Wii Balance Board data were collected. Range in anterior-posterior (AP) and medial-lateral (ML) center of pressure (CoP) motion; AP and ML CoP root mean square distance from mean (RMS); and AP, ML, and vector sum magnitude (VSM) CoP velocity were calculated. Romberg Quotients (RQ) were calculated for all parameters. Participants reported six-month fall history and six-month post-assessment fall occurrence. Groups were retrospective fallers (24), prospective all fallers (42), prospective fallers (22 single, 6 multiple), and prospective non-fallers (47). Non-faller RQ AP range and RQ AP RMS differed from prospective all fallers, fallers, and single fallers. Non-faller eyes closed AP velocity, eyes closed VSM velocity, RQ AP velocity, and RQ VSM velocity differed from multi-fallers. RQ calculations were particularly relevant for elderly fall risk assessments. Cut-off scores from Clinical Cut-off Score, ROC curves, and discriminant functions were clinically viable for multi-faller classification and provided better accuracy than single-faller classification. RQ AP range with cut-off score 1.64 could be used to screen for older people who may fall once. Prospective multi-faller classification with a discriminant function (-1.481 + 0.146 x Eyes Closed AP Velocity-0.114 x Eyes Closed Vector Sum Magnitude Velocity-2.027 x RQ AP Velocity + 2.877 x RQ Vector Sum Magnitude Velocity) and cut-off score 0.541 achieved an accuracy of 84.9% and is viable as a screening tool for older people at risk of multiple falls.
Journal Article
Position paper ANMCO: L’amiloidosi per il cardiologo clinico. Un “clinical primer” dell’Area Malattie Rare ANMCO
2023
L’amiloidosi cardiaca, nelle tre forme di amiloidosi a catene leggere immunoglobuliniche (AL), transtiretina (ATTR) wild type (ATTRwt) e mutata (ATTRv), è una malattia sempre più conosciuta e riconosciuta in ambito cardiovascolare. La prima tappa del viaggio del paziente con amiloidosi è il sospetto clinico che viene posto, in pazienti con una cardiomiopatia a fenotipo ipertrofico, dall’identificazione di “red flags”, indizi sia extracardiaci che cardiaci la cui presenza aumenta la probabilità di trovarsi di fronte ad un paziente affetto da questa malattia. La seconda tappa è rappresentata dalla diagnosi, che avviene con certezza attraverso l’identificazione della sostanza amiloide nel tessuto cardiaco. Questa fase consta di due parti, vale a dire la conferma della malattia e la definizione dell’eziologia della malattia (AL vs ATTRwt vs ATTRv). È possibile in alcuni casi selezionati fare diagnosi di ATTR senza bisogno di un accertamento tissutale, in presenza di una scintigrafia con difosfonati positiva di grado 2 e 3 e l’assenza di una componente monoclonale. Una volta fatta la diagnosi, la terza fase è la valutazione della prognosi, la quarta è il percorso terapeutico del paziente e la quinta è il piano di follow-up. La valutazione della prognosi si basa su diversi sistemi di stadiazione all’esordio della malattia, la cui applicabilità nell’era delle nuove terapie efficaci è ancora da definire.Ad oggi, lo stabilizzatore del tetramero transtiretina tafamidis è l’unico trattamento approvato per la cardiomiopatia ATTR wild-type e mutante senza polineuropatia, mentre ATTRv con neuropatia associata può trarre beneficio dal trattamento con patisiran, un inibitore della sintesi proteica epatica. Le terapie per complicanze e comorbilità devono essere affrontate individualmente, a causa della mancanza di studi clinici specifici su questa categoria di pazienti. Infatti, è importante tenere in considerazione i rischi legati all’uso di alcuni farmaci dovuti all’infiltrazione del tessuto di conduzione da parte della sostanza amiloide, che aumenta il rischio di bradicardia e blocchi cardiaci, la tendenza all’ipotensione e l’aumentato rischio tromboembolico. È inoltre essenziale seguire il decorso della malattia e l’efficacia del trattamento nei pazienti affetti con un follow-up standardizzato e identificare precocemente i segni/sintomi della malattia nei portatori asintomatici della mutazione TTR. Questo position paper ANMCO sull’amiloidosi si propone di fornire al cardiologo clinico una sintesi pratica della gestione clinica della malattia per accompagnare il paziente con amiloidosi nelle varie tappe del suo percorso.
Journal Article
Smell training improves olfactory function and alters brain structure
2019
Training and repeated exposure to odorants leads to enhanced olfactory sensitivity. So far, the efficacy of intensive olfactory training on olfactory function in a healthy population and its underlying neurobiological basis remain poorly known. This study investigated the effects of a 6-week intensive and well-controlled olfactory training on olfactory function and brain structure/neuroplasticity. Thirty-six healthy young individuals were recruited and randomly distributed in three groups: (1) 12 participants underwent daily intensive olfactory training of at least 20 min that included an (a) odor intensity classification task, an (b) odor quality classification task and an (c) target odor detection task, (2) 12 participants underwent an equivalent visual control training, and (3) 12 control individuals did not participate in any training. Before and after the training period, all participants performed a series of olfactory tests and those from groups 1 and 2 underwent structural magnetic resonance (MR) imaging, from which we obtained measures such as cortical thickness and tissue density.
Participants improved in the respectively trained tasks throughout the 6-weeks training period. Those who underwent olfactory training improved general olfactory function compared to control participants, especially in odor identification, thus showing intramodal transfer. Further, MR imaging analysis revealed that olfactory training led to increased cortical thickness in the right inferior frontal gyrus, the bilateral fusiform gyrus and the right entorhinal cortex.
This research shows that intensive olfactory training can generally improve olfactory function and that this improvement is associated with changes in the structure of olfactory processing areas of the brain.
Journal Article