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74 result(s) for "Maurice, Col"
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La voce “sull’orlo della notte.” Milo De Angelis e Stéphane Mallarmé
Con la poesia moderna l’immagine onirica e il sogno di un’unità nuova, fortemente presenti nel Romanticismo, sfociano spesso nel quadro della lacerazione e dell’impossibilità della notte. Dal punto di vista filosofico tale tendenza viene rappresentata da Maurice Blanchot che nel saggio Lo spazio letterario propone una distinzione tra prima e altra notte. Il suo modello risulta direttamente applicabile all’opera di Stéphane Mallarmé, considerando soprattutto l’ottica di Igitur. L’articolo si propone di esaminare tale aspetto, mettendolo in contrasto con la poesia contemporanea di Milo De Angelis, l’autore che esordisce nel 1976 con Somiglianze, opponendosi in modo esplicito al mallarmeano “sogno” della purezza. Nelle sue raccolte, la notte viene tendenzialmente riscoperta attraverso la dimensione lirico-tragica. Un’analisi contrastiva di questi approcci permette di definire il senso profondo delle immagini notturne, ma anche i prerequisiti necessari perché esse si realizzino, indipendentemente dalle distanze poetiche.
Liminalità e confini dell’io ne Le stelle fredde: l’intermedio difficile di Guido Piovene
Dopo la fine di una relazione e le dimissioni dal lavoro “io” de Le stelle fredde sceglie di ritornare nella villa d’infanzia, dove le sue visioni e peregrinazioni straniate s’intrecceranno alla presenza inquisitiva di un poliziotto-filosofo e al racconto dell’aldilà di un Dostoevskij resuscitato. Il sostrato psicoanalitico del romanzo non porta tanto a una decostruzione formale quanto a una rielaborazione della soggettività secondo la teoria della percezione di Merleau-Ponty e altre suggestioni della cultura novecentesca. Rinnegati idealismo e intellettualismo “io” trova infine sollievo nella schedatura di oggetti in un difficile spazio liminale e purgatoriale che scambia e confonde coscienza e mondo, vita e morte.
Merleau-Ponty : la percezione come atto e l'ingiustificabile indeclinabilità del soggetto
L’articolo analizza Fenomenologia della Percezione di Merleau-Ponty e intende far emergere da quest’opera la comprensione della percezione come atto. Tale concezione implica la descrizione del soggetto come ripresa di questo atto, messa a tema dall’autore grazie al metodo della fenomenologia genetica. This essay will examine Phenomenology of Perception by Merleau-Ponty, with the intent of pointing out the idea of perception as act. This concept implies that the subject is described as recovery of the act, explained by the author through the genetic phenomenological method.
FRANÇOISE COLLIN, IL LAVORO DEL PENSIERO
Si intende in questo testo ricostruire brevemente il percorso intellettuale di Françoise Collin, tra letteratura, filosofia e femminismo. Mettendo in luce la sua assoluta originalita e la coerenza strutturale e non dialettica che accompagna tale percorso, la nozione di praxis puo essere letta come la categoria attraverso la quale si sviluppa tale percorso. Praxis della scrittura (Blanchot), praxis nella vita politica (Arendt), praxis nel femminismo (rapporto teoria/azione).